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Pubblicato il: 27/04/2018


Il mito di Narciso


Innanzitutto... Chi era Narciso?

Narciso è un personaggio della mitologia greca, un cacciatore, dalla bellezza leggendaria. Nato dalla ninfa dei fiumi Liriope, dopo essere stata violentata da Cefiso, uno degli dèi dei fiumi.

Sapevate che esistono più versioni del mito di Narciso? Vediamole insieme!

Secondo la versione greca, Narciso respigeva tutti i suoi innamorati, maschi e femmine, fino a farli arrendere. Soltanto Aminia non desisteva e Narciso, infastidito, gli donò una spada affinché si uccidesse. Aminia si trafisse l'addome davanti alla sua casa, ma senza aver prima invocato gli dèi per ottenere vendetta. Questa si compì quando Narciso si innamorò della sua immagine riflessa in una fonte e, preso dalla disperazione e dal pentimento, prese la spada che aveva donato ad Aminia e si uccise. Dalla terra dove versò il suo sangue, si dice che spuntò per la prima volta il narciso.

Il mito romano, narra che Liriope, dato alla luce Narciso, consultò un indovino, il quale predisse che il bimbo dalla bellezza straordinaria avrebbe vissuto una vita lunga, ma solo "se non avesse mai conosciuto se stesso". Narciso divenne un ragazzo così bello che ogni abitante della città, a prescindere dal sesso e dall'età, si innamorava di lui, ma ognuno veniva respinto. Un giorno, mentre Narciso era a caccia di cervi, la ninfa Eco lo seguì desiderosa di parlargli, ma era incapace di parlare per prima a causa della punizione di Giunone: poteva infatti ripetere soltanto le ultime parole di ciò che le veniva detto - questa punizione le era stata inflitta perché aveva distratto la dea coi suoi lunghi racconti mentre le altre ninfe, amanti di suo marito Giove, si nascondevano. Narciso sentì dei passi e gridò "Chi è là?": Eco rispose "Chi è là?" finché non si mostrò a lui e corse ad abbracciarlo. Narciso la rifiutò ed Eco si rifugiò nel bosco, con il cuore spezzato, gemendo per il suo amore non corrisposto, finché di lei rimase solo la voce. Nemesi, dea della giustizia e dei delitti impuniti e irrisolti, impietosita dal dolore di Eco, punì Narciso: egli si innamorò della sua immagine riflessa in una fonte mentre beveva. Resosi conto che non avrebbe mai potuto ottenere il suo stesso amore, si lasciò morire, compiendo la profezia dell'indovino. Al suo posto del suo corpo, vicino alla pozza, nacque il fiore di narciso. Si dice che Narciso, attravesando il fiume dei morti, si affacciò sulle sue acque sperando di poter ammirare ancora una volta la sua bellissima immagine riflessa.

Pausania, celebre scrittore greco che riteneva impossibile non distinguere un'immagine riflessa da una persona vera, dà una variante meno conosciuta della leggenda. In questa versione Narciso aveva una sorella gemella, molto somigliante a lui, con la quale andava spesso a caccia insieme e di cui si era innamorato. Quando questa morì, si recò spesso alla fonte trovando consolazione nell'osservare il suo riflesso così tanto somigliante al viso dell'amata sorella.

Curiosità: in Ucraina sorge la "Valle dei Narcisi" a pochi chilometri da Khust. Dal 1970 questa riserva naturale è diventata area protetta per preservare la bellezza del luogo. Il narciso è stato inserito nella Lista Rossa IUCN tra le piante in via di estinzione, essendo un fiore raro che fiorisce solamente una volta all'anno, a maggio.

Significato: autostima (positivo), vanità e incapacità di amare (negativo). In Cina viene regalato durante i festeggiamenti di capodanno come segno augurale. Il termine narcisismo fa proprio riferimento al mito di Narciso, per indicare egoismo, vanità, presunzione, egocentrismo, eccessivo compiacimento di se stessi.

 

Lo Staff di Fioraio.it

 




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